Vincenzo

Ma… com’è stato possibile? E quand’è scattata la scintilla che ha innescato tutto?

Forse quella birra allo stadio…? No, forse l’imprinting da genitori tutti e due impegnati nell’amministrazione pubblica… o forse no, da un nonno che era stato emigrante…

Sì insomma: com’è accaduto che un brillante studente abruzzese, che aveva imparato l’inglese con un viaggio premio per figli di dipendenti delle Poste, dopo la laurea in Ingegneria Informatica all’Università di Bologna e un master alla Stanford University in Computer Science, uno stage in Yahoo! e il lavoro in Microsoft in America e Cina, abbia lanciato a San Francisco una startup nel campo dei pagamenti digitali, facendo una exit di successo con Amazon, abbia ottenuto la cittadinanza americana e sia tornato in  Italia, per affermarsi con un’altra startup nel campo delle criptovalute… continuando nel frattempo a dedicare tempo e risorse agli studenti di quella che era stata la sua scuola in Abruzzo, oltre che alle sue passioni, la storia e la numismatica… e che da qualche settimana sia entrato nell’amministrazione pubblica, come i suoi genitori, a capo dell’innovazione tecnologica e della trasformazione digitale di INPS?

No, non è solo la straordinaria carriera di Vincenzo Di Nicola che merita di esser raccontata, merita inseguire e decifrare il filo rosso che l’ha ispirata, in cui il talento e la determinazione si sono intrecciati a valori etici e d’impegno civile, in un modo di collegare i puntini e intendere il proprio ruolo di innovatore, imprenditore e cittadino (purtroppo) non comune.

Un percorso che ha più volte incrociato quello di Italiani di Frontiera, di cui Vincenzo è tra i protagonisti.

Dieci anni fa, la sua Gopago era appena stata lanciata a Mountain View quando  Vincenzo ce la raccontò in esclusiva a San Francisco, settembre 2011, durante la prima delle 19 edizioni dell’Italiani di Frontiera Silicon Valley Tour.

Gopago e la birra allo stadio di baseball

E… la birra allo stadio? Come spesso accade sono eventi fortuiti a innescare l’idea giusta. E l’idea di Gopago, mi aveva raccontato Vincenzo, era nata così, allo stadio dei Giants, la squadra di baseball di San Francisco. Quando Barry Bonds, leggendario battitore dei Giants aveva messo a segno il colpo che lo fece entrare nella storia infrangendo un nuovo record… il collega di Vincenzo si era perso la scena perchè era in coda ad aspettare una birra! Possibile che non ci sia un altro modo per pagare che mettersi in coda con i contanti? Lo spunto per realizzare una tecnologia e un’impresa di successo per qualcosa che oggi fa parte della nostra quotidianità, utilizzare i telefonini anche per i pagamenti, senza più bisogno di moneta, era nata così.

Due anni dopo, dicembre 2013, il  team di tecnici e la tecnologia passavano ad Amazon  (mentre Gopago veniva acquistata dalla società DoubleTeam). Vincenzo ottiene la cittadinanza americana ma ha in mente di tornare in Italia.

L’omaggio da giovane imprenditore a un Italiano di Frontiera del West

Prima di ripartire però Vincenzo immortala sui social una foto che ha grande valore, proprio per Italiani di Frontiera.

Qualcuno all’inizio di questo progetto aveva storto il naso di fronte all’idea “balzana” di affiancare a storie di innovatori quella di italiani che in passato avevano affrontato un’altra frontiera: quella delle esplorazioni, del selvaggio West, facendo tesoro delle bellissime storie raccolte da “my brother” Cesare Marino, antropologo dello Smithsonian Institution, tra i più grandi esperti di nativi americani.

Forse nessuna di queste storie è avvincente e incredibile quanto quella di Carlo Camillo di Rudio, che dopo mille avventure nel Risorgimento e nel Far West (tra i pochissimi sopravvissuti a Little BIghorn!) è sepolto oggi a San Francisco. E su quella tomba, al cimitero militare del Presidio, che Vincenzo, appena diventato cittadino americano,  posa con tricolore e bandierina stellestrisce.

Qualche anno dopo

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